In questi giorni si è parlato molto dell'ultimo ed ennesimo caso di
femminicidio, vittima Fabiana una ragazza di 16 anni brutalmente accoltellata e
bruciata dal proprio fidanzato per motivi di gelosia. Vari sono stati i tam tam
di sdegno sui social network e copiosi gli articoli di giornali che hanno
gridato allo scandalo: come sempre accade, però, questi casi non sono altro
che un grande polverone mediatico che non tocca il problema alla radice
poiché tantissime donne ogni anno vengono uccise nell'indifferenza più totale.
Il fenomeno del
femminicidio, infatti, è una piaga che da sempre è esistita, da
sempre è stata taciuta e da sempre ha avuto un peso preponderante nella
storia degli omicidi, basti pensare che, stando dati alla mano, nel solo
2010 il 44,9% degli omicidi le cui vittime erano di sesso femminile è avvenuta
per mano del partner o ex partner ed il 23,7% del parente, mentre per le vittime di sesso maschile il
3,8% del partner o ex partner ed il 15% del parente (dati del Ministero
dell'Interno).
Il Presidente della
Camera, Laura Boldrini, ha chiesto maggior attenzione da parte della stessa
politica per la tutela delle donne, visto che esistono solo 2 normative
vigenti, la legge sullo stupro del 1996 e la legge sullo stalking del
2002 ma proprio lo stesso appello è stato vanificato dalla totale assenza dei
parlamentari durante la discussione della ratifica della Convezione di Istanbul
sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne. Questo panorama
generale ci fa capire che non solo servono ulteriori leggi ma è proprio
l'indifferenza totale che deve essere combattuta, poiché il problema
sta a monte ed è il fattore culturale retrogrado la causa principale, come
la stessa Boldrini afferma dicendo che “La donna viene ammazzata in quanto donna:
perché l’uomo ha delle aspettative precise sul ruolo della donna che la donna
disattende. L’uomo si sente autorizzato a perpetrare violenza perché pensa che
la donna non stia rispettando una serie di doveri che lui si aspetta da lei.”
Non si può quindi
pensare di parlarne e basta, bisogna agire e soprattuto riflettere. Bisogna
fare esame di coscienza sul dilagare di questa violenza, prendendo coscienza di
cos'è la donna in sè e ricordandoci del valore che ha, avanzando proposte
efficaci, abbattendo l'abuso mediatico del corpo femminile in favore
dell'eguaglianza e del rispetto, riformando la cultura stessa e non rammentando
questi valori solo l'8 Marzo, quando e come ci fa più comodo, ma sempre.
Niccolò Barbieri - Giovani Democratici
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