L'apriscatole con la rete
ha fatto flop.
I dati li conosciamo: un sintomatico astensionismo di
protesta, il centrodestra perde in ogni città e il nostro Partito Democratico
si prende la sua rivincita non senza problemi.
Il ballottaggio,
sostanzialmente, da conferma.
Il centrosinistra vince a Treviso, strappata dopo
ventanni alla Lega, Marino s'impone a Roma, fino a Catania (Bianco è sindaco al
primo turno).
Il centrosinistra conquista 17 capoluoghi.
Il Movimento 5 Stelle, ha
assorbito il disgusto dei cittadini con la presunzione e l'autoritarismo di
"mandiamoli tutti a casa" ma poi non ha saputo proporre risposte
concrete e si è autoinvestito di "purezza", ma ci vuole qualcuno che
sappia come funzionano le cose e non che quando perdi dai la colpa agli
Italiani che non hanno il senso del Giusto e del Vero: "una finta
rivoluzione che non ha cambiato nulla".
Grillo inveisce contro Rodotà
"Ottuagenario miracolato dal web" (ad aprile aveva 80 anni ed era un
bambino) e contro la televisione, soprattutto contro i giornalisti che dovevano
essere tutti morti, schiantati dal potere della rete.
Ma quale rete?
Ho partecipato ai
festeggiamenti dei "nostri vicini di casa", del Pd di Poggio a Caiano
e di Campi Bisenzio per il successo conseguito dai rispettivi sindaci Marco
Martini e Emiliano Fossi.
Entrambi hanno ribadito che ciò che ha portato al
successo non è stato solo il candidato ma la squadra, la partecipazione di chi
c'era e di chi è arrivato lungo il percorso. Il nostro partito, con le sue
fragilità, ha avuto la sua rivincita grazie a questa "rete". L'astensionismo
preoccupa: pericoloso per una sana democrazia non esercitare il diritto e il
dovere di votare e allora bisogna recuperare questa
"delusione",questa "distanza" con il coinvolgimento e i
contenuti. Insieme.
Suggerisco, come ha fatto
qualcun altro prima di me, un po' di prudenza e umiltà in più nel giudicare
chi, sui territori, collettivamente, prova a farla la politica e non con le
peggiori intenzioni.
Sara Ambra - Segretario Partito Democratico di Signa
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