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Lavoro, Politiche Sociali e Famiglia
Prime considerazioni sul D.L. 28 giugno 2013, n. 76, recante:
"Primi interventi urgenti per la promozione dell'occupazione, in
particolare giovanile, della coesione sociale, nonché in materia di Imposta sul
valore aggiunto (IVA) e altre misure finanziarie urgenti"
Tra gli obiettivi che il Governo ha dichiarato di
voler perseguire attraverso gli interventi previsti dal decreto-legge vi sono
quelli di:
1.
aumentare il
contenuto occupazionale della ripresa accelerando la creazione di posti di
lavoro, soprattutto a tempo indeterminato;
2.
creare nuove
opportunità di lavoro e di formazione per i giovani, per ridurre la
disoccupazione e l’inattività, favorendo l’alternanza scuola-lavoro;
3.
sostenere il
reinserimento lavorativo di chi fruisce di ammortizzatori sociali;
4.
incentivare le
assunzioni di categorie deboli della società, come le persone con disabilità.
Da
una prima analisi del tanto atteso Decreto-Legge del Governo in materia di
occupazione, si delineano punti di forza, considerazioni su scelte di opportunità,
per le quali è forse utile una riflessione, e possibili punti di debolezza.
Per quanto riguarda la creazione di posti di
lavoro ed il consolidamento di quelli atipici il Governo, per i giovani,
ha previsto, a seconda che si tratti di nuove assunzioni o di trasformazioni,
una diversa durata del beneficio.
Infatti, nel caso di nuove assunzioni i datori di lavoro
potranno godere di un beneficio fiscale, fino a 650 euro al mese, per 18 mesi
(art. 4). Lo stesso incentivo si avrà in caso di trasformazione, ma per 12 mesi
(art. 5).
Gli incentivi per i datori di lavoro a fronte di
nuove assunzioni a tempo indeterminato di lavoratori giovani riguardano i lavoratori
in età compresa tra i 18 ed i 29 anni che rientrino in una delle seguenti
condizioni:
a)
siano privi di
impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi;
b)
siano privi di un
diploma di scuola media superiore o professionale;
c)
siano lavoratori
che vivono da soli con una o più persone a carico.
Tra i punti di forza vi è quello di prevedere
meccanismi di calcolo al fine di evitare distorsioni da parte dei potenziali
beneficiari di tali incentivi, infatti, il Governo ha accuratamente previsto
che le risorse, non solo, sono finalizzate ad un incremento occupazionale netto,
definendolo, ma ha anche previsto una norma per il calcolo dell’incremento
occupazionale nelle società controllare o collegate o facenti capo, anche per
interposta persona, allo stesso soggetto.
Ha delimitato il periodo entro il quale tali assunzioni/trasformazioni
devono operare e da quando devono partire ed ha rafforzato le garanzie
prevedendo che all’incentivo si applicano le disposizioni dell’art. 4 (c. 12,
13 e 15) della L. n. 92/2012 che
definisce tutta una serie di principi e regole ai fini della loro applicazione ed
effettiva fruizione.
Tra
le considerazioni sulle scelte di opportunità mi riferisco al fatto che non è stato previsto nessun incentivo per
assumere lavoratori con un’età compresa tra i 30 ed i 40 anni, non più giovani,
ma nemmeno “vecchi”, i quali, almeno in questa prima manovra del Governo, non sono
resi appetibili agli occhi dei datori di lavoro ma che registrano comunque
importanti tassi di disoccupazione soprattutto per le donne e tendenzialmente
in aumento come dalla tabella sotto riportata ed estratta dalla pubblicazione
ISTAT (La disoccupazione tra passato e presente Argomenti n. 41).
La
scelta del Governo sull’istituto dell’apprendistato
volta a prevedere l’adozione di regole omogenee sul territorio nazionale è
di totale apprezzamento. A tal fine, la conferenza Stato-Regioni, dovrà
adottare le linee guida per disciplinare il contratto di apprendistato
professionalizzante o contratto di mestiere. L’intento è quello di restituire
all’apprendistato il ruolo di modalità tipica di entrata dei giovani nel mondo
del lavoro rendendo più facile l’accesso a questa tipologia contrattuale, sulla
base di una semplificazione delle modalità di elaborazione del piano formativo
individuale.
E’ istituito presso il Ministero del lavoro un fondo di 2
milioni di euro annui per permettere alle amministrazioni che non hanno risorse
proprie, di corrispondere le indennità per la partecipazione ai tirocini
formativi.
Nel D.L. sono previste, inoltre, tutta una serie di modifiche
in materia di rapporti di lavoro che richiedono un approfondimento a parte,
infatti, sono rivisti con deroghe e modifiche rispetto alla riforma Fornero i
seguenti contratti e tipologie di lavoro:
- contratto a tempo determinato
- lavoro intermittente e contratti di lavoro intermittente
- lavoro a progetto
- lavoro accessorio
E’ rilanciata dal Governo al fine di creare nuove opportunità
di lavoro e di formazione per i giovani, l’alternanza
scuola-lavoro negli istituti superiori e nell’università.
Per quanto riguarda l’università è autorizzata la spesa di oltre
10 milioni di euro per promuovere l’attività di tirocinio curriculare per gli
studenti iscritti ai corsi di laurea nell’a.a. 2013-2014 secondo criteri di
premialità che riguardano:
-
regolarità
del percorso di studio;
-
votazione
media degli esami;
-
condizioni
economiche dello studente.
Per quanto riguarda gli istituti superiori è previsto un
piano triennale di interventi per tirocini extracurriculari degli studenti
delle quarte classi delle scuole secondarie di secondo grado, con priorità per
quelli degli istituti tecnici e degli istituti professionali presso imprese,
altre strutture produttive di beni e servizi o enti pubblici.
L’intento è quello di avvicinare i due mondi, quello teorico
della scuola e dell’università con quello pratico del mondo del lavoro nell’intento
di rendere più performanti i percorsi studio alle esigenze reali.
Infine, è da
considerarsi assolutamente positivo lo sforzo del Governo per Il Mezzogiorno dove è previsto anche
l’avvio del programma “Promozione dell’inclusione Sociale” .
All’art. 3 del D.L. si prevedono risorse per:
a) le misure per l’autoimpiego e l’auto
imprenditorialità;
b) la realizzazione di progetti promossi da giovani o da
soggetti delle categorie svantaggiate per l’infrastrutturazione sociale e la
valorizzazione dei beni pubblici del Mezzogiorno;
c) le borse di tirocini formativi per i giovani
che non lavorano, non studiano e non partecipano ad alcuna attività di
formazione, di età compresa fra i 18 e i 29 anni residenti e/o domiciliati
nelle Regioni del Mezzogiorno.
Il merito al quarto obiettivo ossia quello di incentivare l’assunzione di categorie
deboli della società, come le persone
con disabilità è previsto che al datore di
lavoro che, senza esservi tenuto, assuma a tempo pieno e indeterminato
lavoratori che fruiscono dell’ASPI (indennità a favore dei lavoratori
dipendenti che abbiano perduto involontariamente l’occupazione ovvero Assicurazione
sociale per l'impiego) è concesso, per ogni
mensilità di retribuzione corrisposta al lavoratore, un contributo mensile pari
al 50% dell’indennità mensile residua che sarebbe stata corrisposta al
lavoratore.
Tra le ulteriori misure adottate, il Governo ha stabilito
circa l’assegnazione delle pensioni di
invalidità civile che il limite di reddito per il diritto alla pensione di
inabilità in favore dei mutilati e degli invalidi civili, di cui all’articolo
12 della legge 30 marzo 1971, n. 118, è calcolato con riferimento al reddito
agli effetti dell’IRPEF con esclusione del reddito percepito da altri
componenti del nucleo familiare di cui il soggetto interessato fa parte.
Tra le misure innovative il decreto dispone l’istituzione
di una nuova Banca dati delle politiche
attive e passive tesa al coordinamento delle politiche per il lavoro di
tutti gli organismi centrali e territoriali coinvolti al fine di razionalizzare
la strategia degli interventi messi in campo per il lavoro atta a dare avvio
all’istituto “Garanzia Giovani”.
Tale banca dati, istituita presso il Ministero del
Lavoro e delle Politiche Sociali con apposita struttura di missione opererà in
sperimentale e avrà il compito di raccogliere le informazioni esistenti presso
altre banche dati (Borsa continua nazionale lavoro, banca dati percettori,
ecc.) sui soggetti da inserire nel mercato del lavoro, i servizi erogati per
l'inserimento e le opportunità di impiego.
A mio avviso il Decreto Legge potrebbe risultare debole
in alcuni punti, quali:
- la
previsione di quelle norme pensate per l’iniziativa dell’Expo 2015 di Milano,
di natura straordinaria e temporanea, che consentono di derogare a tutta una
serie di istituti, pur con il coinvolgimento dei sindacati, che sembrano
spostare il problema, senza peraltro garantire soluzioni definitive per coloro,
accumunati dall’assenza di un posto di
lavoro stabile da almeno dodici mesi, che hanno superato i 50 anni d’età e di giovani fino ai 29 anni.
- il vincolo
posto dal Regolamento (CE) n. 800/2008 della Commissione che prevede tutta una serie di condizioni per l’utilizzo degli
aiuti di stato, che forse mal si conciliano con la situazione di urgenza,
emergenza del Paese, che dovranno essere oggetto di verifica di compatibilità e
di un eventuale proposta di adeguamento (art. 22), da cui l’incertezza anche in
virtù della prevista scadenza del Regolamento stesso.
- i meccanismi di riassegnazione delle risorse, la
riprogrammazione dei fondi strutturali e la relativa riallocazione e gestione
per le varie iniziative previste nel Decreto.
Gli interventi
previsti dal decreto legge rappresentano solo il primo passo della strategia
del Governo per aumentare l’occupazione, specialmente giovanile, ridurre
l’inattività e attenuare il disagio sociale. Un secondo gruppo di misure verrà
definito non appena le istituzioni europee avranno approvato le regole per l’utilizzo
dei fondi strutturali relativi al periodo 2014-2020 e di quelli per la
“Garanzia giovani”.
Le misure adottate
sono rivolte a promuovere l’occupazione a migliorare il funzionamento del
mercato del lavoro e, come dichiarato dal Ministro del Lavoro intese a favorire
la flessibilità “buona” privilegiando, quindi, i contratti a tempo determinato
rispetto ad altre forme contrattuali quali il contratto di lavoro
intermittente. Ma in ultima analisi, soltanto dopo un periodo di prima
applicazione si potranno valutare gli effetti in termini di benefici sui
livelli occupazionali ed in particolare sulla effettiva creazione di posti di lavoro per i giovani.
Il
Responsabile del Forum Lavoro, Politiche Sociali e Famiglia
Valentina Quatrone
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